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Lambro
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Il mwhgLambro (mwhwLamber o mwiaLambar in mwiqlingua lombarda, mwigmwiwAFI: [ˈlamber] o [ˈlambɑr]) è un fiume della mwjgLombardia lungo 130mwjw km, mwkatributario di sinistra del mwkqPo.
Il mwkwcolatore mwlaLambro Meridionale, che si forma a mwlqMilano e raccoglie anche parte delle acque dell'mwlgOlona, è il suo maggiore affluente.
Contents
• Geologia
• Storia
• Parchi
• Note
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Etimologia
Il nome italiano del fiume deriva dal latino mwmgLambrus, che deriva a sua volta da un antico lemma gallico, costruito da "lam", "palude" (cfr. mwmwex multiscite-ref-0-2-0[2]). A suffragio della teoria è agevole constatare come nell'antica mwoaGallia Transalpina sussistano vari nominativi di fiumi similari a Lambro, ovverosia mwoqLe Lambres, affluente del fiume mwogDrome; Lmwowe Ruisseau de Lambre, affluente del Reno; mwpaLe Lambre, affluente del mwpqDolon, e altri ancora. Tuttavia un fiume mwpgLambro scorre anche in mwpwCampania.
Un’ulteriore ipotesi ascrive l'etimologia al mwqqgreco λαμπρως (lampròs) 'lucente', come la sua acqua.cite-ref-3[3] D'altronde le fonti classiche denotano come il Lambro nascesse sui monti occupati dai Celtoliguri (si veda al proposito Sidonio Apollinare, vescovo Gallo-romano del quinto secolo), e non appare che costoro fossero ellenofoni; non è però da escludere che l'mwrgidronimo fosse stato importato dall'mwrwItalia meridionale.cite-ref-4[4]
Ad avvaloramento della teoria del nome greco, si può osservare che Antonio de Beatiscite-ref-5[5], segretario del cardinale mwuqLuigi d'Aragona, che accompagnò in un lungo viaggio in mwugEuropa, nel suo mwuwDiario di viaggio, descrive il Lambro in questo modo: "giunti al Lambro nei pressi di mwvaMonza, questo mwvqera fangosissimo, in antitesi con il suo nome". Tuttavia, secondo Julius Pokornycite-ref-6[6], il nome latino mwwwLambrus corrisponde al greco ἐλαφρός, 'leggero', 'svelto' ('leicht', 'flink' in mwxatedesco) ed è da mettere in relazione all'mwxqillirico mwxglembus (*mwxwlengʷho-s) 'veicolo leggero' ('leichtes Fahrzeug' in tedesco), da cui deriva il greco λέμβος.cite-ref-7[7]
Geografia fisica e idrografia
L'alto e medio corso
Il fiume nasce dai monti del gruppo del mwbgmwbwSan Primo (mwcaTriangolo lariano), a 942 metri, nell'area di Piano Ranciomwcqcite-ref-06232-8-0[8] nel comune di mwdgMagreglio poco a nord del mwdwGhisallo. La mweasorgente del Lambro è di tipo carsico e viene chiamata mweqMenarestacite-ref-06232-8-1[8] perché "mena" - cioè "va, porta" - e "resta" - cioè "rimane"; infatti un serbatoio a sifone sotterraneo, posto nella roccia calcarea, si riempie d'acqua a intervalli regolari, fino a traboccare con un flusso vivace per poi rallentarlo prima di caricarsi nuovamente; l'intero ciclo dura otto minuti. Dalla mwfgMenaresta un ruscelletto scorre quindi verso mwfwMagreglio.
Il fiume, che riceve il suo primo affluente (il Lambretto) a mwggLasnigo (le cui sorgenti sono nella mwgwconca di Crezzo), attraversa con corso rapido la mwhaValassina, bagnando i centri di mwhqAsso, mwhgCanzo, mwhwPonte Lambro ed mwiaErba. A Erba si immette nel mwiqlago di Pusiano.
Il termine "Lambrone" (mwlaLambron in mwlqdialetto milanese) è il nome dato storicamente alla deviazione del fiume Lambro, fatta nel XIX secolo, per farlo sfociare nel lago di Pusianocite-ref-9[9]. Questa deviazione, insieme a una diga chiamata Cavo Diotti, oggi ancora funzionante, risulta fondamentale nella regolazione del livello delle acque del medio corso del Lambro, salvando le città (Monza in primis) a valle. Il Cavo Diotti è la diga che regola il flusso in uscita dall'ampio bacino del lago di Pusiano (12.750 milioni di metri cubi)cite-ref-10[10]. A causa delle dimensioni del bacino, la diga (composta da 2 paratie alte circa 70mwng cm) è classificata di importanza nazionale. La gestione del flusso delle acque è affidata al Consorzio del mwnwParco regionale della Valle del Lambro.
Uscito dal lagocite-ref-11[11] il fiume riceve da destra l'emissario del mwpqlago di Alserio dopodiché bagna il centro di mwpgMerone. Da qui scorre con andamento tortuoso ai piedi delle colline mwpwmoreniche (dove raccoglie le acque di svariati rii, rogge e di laghetti mwqabrianzoli) raggiungendo poi la città di mwqqMonza.
Subito dopo attraversa l'mwsgomonimo parco dividendosi poi, nei pressi della mwswChiesa del Carrobiolo in due rami: il mwtaLambro, che passa sotto il mwtqPonte dei Leoni, ed il mwtgLambretto che fu fatto deviare nel mwtwXIV secolo dai mwuaVisconti per la difesa della città. Dalla sorgente nel gruppo montuoso di San Primo al Viale Cavriga nel Parco di Monza, il Lambro è il fiume della Brianza.
Il Lambro a Milano
Uscito da Monza nuovamente con corso riunito, il fiume attraversa mwuwBrugherio, mwvaSesto San Giovanni e mwvqCologno Monzese (mwvgParco Media Valle del Lambro), per poi scorrere sotto il ponte-canale del mwvwNaviglio della Martesana ricevendone le eventuali acque in eccesso ed entra a Milano di cui percorre, da nord a sud, tutta la periferia orientale. È il maggiore dei tre fiumi milanesi ed è l'unico a scorrere, per la maggior parte del tratto cittadino, a cielo aperto. Attraversa i quartieri di mwwaCascina Gobbacite-ref-12[12], mwxqCimiano, mwxgparco Lambrocite-ref-13[13], mwywLambrate, mwzaOrtica-mwzqparco Forlaninicite-ref-14[14], mw0gPonte Lambro e mw0wMonluècite-ref-15[15].
Riceve la roggia Lirone, emissario dell'mw2qIdroscalo e alcune altre minori provenienti dall'est-Milano. Cimiano, Ortica e Lambratecite-ref-16[16] furono accorpate al capoluogo nel mw3g1923. Dal 2010 il comune di Milano sta compiendo lavori per la continuità dei tre parchi cittadini lungo il percorso del fiume e l'intera area rientra in quella, più estesa, del mw3wParco sud. A Lambrate era presente lo stabilimento meccanico della mw4aInnocenti, che nel dopoguerra lanciò uno mw4qscooter che ebbe grande successo commerciale in tutto il mondo con il marchio mw4gLambretta, nome ispirato al fiume.
Il basso corso
Uscendo da Milano, a mw6qPeschiera Borromeo, il Lambro riceve le acque trattate dal depuratore Milano-est, a monte di mw6gMelegnano quelle del colatore Addetta che ne accrescono artificialmente la portata e, giunto a mw6wMelegnano, quelle del mw7aCavo Redefossi, arricchite più a monte dalla mw7qVettabbiacite-ref-17[17], entrando poi alcuni chilometri a valle in mw8gprovincia di Lodi.
Con corso più lento il fiume attraversa in seguito la cittadina di mw9aSant'Angelo Lodigiano ricevendo da destra il mw9qLambro meridionale. Con portata quasi raddoppiata il fiume prosegue lento bagnando il centro di mw9gSan Colombano al Lambro, fungendo anche per un brevissimo tratto da confine fra le province di mw9wLodi e mw-aPavia, e una volta giunto a mw-qChignolo Po, nella frazione Lambrinia (cosi chiamata proprio per lo sbocco del Lambro nel grande fiume), confluisce da sinistra nel mw-gPo. Il Consorzio del Basso Lambro raggruppa i 27 comuni interessati dall'ultimo tratto del fiume: qui non esiste una rete di collettamento delle acque unificata, ma ogni comune è dotato di depuratore e l'uso irriguo delle acque è ancora (mw-w2010) fortemente problematicocite-ref-18[18].
Affluenti del Lambro
Il fiume Lambro conta 27 affluenti, per lo più naturali ma di scarsa rilevanza quelli nella parte settentrionale del corso fino a Monza, più copiosi ma artificiali quelli da Milano alla foce nel Po, anche se scavati, come la mwaraVettabbia, addirittura in epoca romana. Una modesta quantità d'acqua (1,2mware m³/s) proviene direttamente dal depuratore Milano-est.
Anche più a monte, a mwarmMeronecite-ref-19[19] prima e a mwargBrugherio dove è situato l'impianto di Monza San Rocco successivamentecite-ref-20[20],il Lambro riceve le acque trattate dai due depuratori che di fatto, in condizioni di tempo asciutto, ne rappresentano i due principali immissari dell'alto e medio corso.
Elenco degli affluenti:
• Ruscà
• Foce [Pusallo]
• Sancio [Scet]
• mwasmRavella
• Vallelunga
• Bova—Il Lambro si immette nel mwasyLago di Pusiano col nome di Lambrone --
• Il mwasglago di Pusiano è alimentato dall'emissario del Segrino—Il Lambro esce dal Lago di Pusiano --
• Cavo Diotti (altro emissario del Lago di Pusiano)
• Emissario di Alserio mwass[mwaswLago di Alseriomwas0]
• Roggia Gallarana
• Roggia Ghiringhella
• Bevera di Molteno [Gandaloglio, Beveretta]
• Cavolto
• Bevera di Nibionno
• Bevera di Renate
• Brovada (affluente di sinistra in prossimità di mwatuTriuggio)
• Cantalupo
• Pegorino
• Molgorana
• Roggia Spazzola
• Roggia Lirone mwats[mwatwIdroscalo di Milanomwat0]
• Colatore Addetta
• mwauaCavo Redefossi (mwaueNaviglio della Martesana, mwauiSeveso, Molia), mwaumVettabbia, Cavo Taverna, Fontanile di Macconago, La Fogna]
• Scaricatore Sillaro
• Colatore Lissone
• Colatore mwaucLambro Meridionale, derivato a Milano dal Naviglio Grande e principale tributario del fiume (portata 2,6 mmwaug3/s) che a Milano a San Cristoforo riceve la parte delle acque dell'mwaukOlona, e del suo mwauobacino idrograficocite-ref-21[21], che non sono state deviate nel mwau8Canale Scolmatore di Nord Ovest o nel deviatore Olona, oltre che del mwavaCavo Ticinello, della Roggia Pizzabrosa e della Roggia Taverna.
• Cavo Sillaro [Roggia Fratta, Roggia Sillarina]
• Scaricatore Venere
Regime delle acque
Il Lambro ha un regime tipicamente pre-alpino con massimi di portata autunnali e primaverili e magre estive e invernali. La sua portata media naturale nel tratto milanese è abbastanza modesta con circa 5,8mwavo m³/s di modulo medio e presso la foce nel mwavsPo circa 5mwavw m³/s; il Lambro può però subire notevolissimi sbalzi di portata durante tutto l'anno, toccando nel basso corso anche valori medi di 40mwav0 m³/s.
La forte urbanizzazione del bacino, come si è detto, ha peggiorato le cose per la ridotta capacità di assorbimento delle precipitazioni da parte del terreno. Una relazione riguardante fasce fluviali del fiume Lambro è quella del 2001.
L'ultimo evento calamitoso per il bacino del Lambro si è verificato nel novembre 2002 quando dopo giorni di piogge insistenti (300mwawa mm sull'alto bacino) il fiume straripò alluvionando ampie zone della città di mwaweMonza, del monzese e di molti centri della mwawiBrianza, causando anche la tracimazione del mwawmlago di Pusiano. Il 13 agosto 2010, il fiume è invece straripato, senza gravi danni, a Milano, all'esterno del lato occidentale dell'aeroporto di Linate (che costeggia viale dell'Aviazione).
Geologia
Il cosiddetto "ceppo", che è caratteristico del Lambro della Brianza collinare, è un mwawsconglomerato di roccia con elementi costituiti prevalentemente da mwawwrocce sedimentarie (come mwaw0calcari, mwaw4arenarie, mwaw8dolomie, mwaxaselce) cui si associano mwaxegraniti, mwaxigneiss ed altro. Secondo l'Orombellicite-ref-22[22] il ceppo è la prima mwaxcfacies continentale dopo l'emersione dal mare della mwaxgpianura padano-veneta tra la fine del mwaxkTerziario e l'inizio del mwaxoQuaternario.
Il ceppo presenta diversi sgrottamenti/affioramenti in conseguenza dell'azione fluviale (tra cui l'mwaxworrido di mwax0Inverigo e le grotte di Realdino a mwax4Carate Brianza). Questa roccia è stata nel passato uno dei materiali da costruzione più usati in Brianza, nonostante fosse all'apparenza poco adatto per l'impiego in usi nobili. Era infatti sufficientemente reperibile e a costi competitivi rispetto ad altri materiali; inoltre era conosciuto per la sua facile lavorabilità, la sua bassa durezza, la sua capacità di non far salire l'umidità se associato nella costruzione delle fondamenta degli edifici.
Esso è stato comunque utilizzato anche nei giardini e nei rivestimenti per le facciate di ville signorilicite-ref-23[23]. Lungo il corso del Lambro, nella Brianza collinare, furono sfruttate numerose cave di questo materiale ed anche i su alcuni affluenti del Lambro sempre in Brianza (come nella valle del Pegorino). Per i Mulini si usavano le “puddinghe”, pietre conglomerate sedimentate come il "ceppo"cite-ref-24[24].
Storia
«A piè del colle scorre il Lambro limpidissimo fiume e benché piccolo, è capace di sostenere barche di ordinaria grandezza, il quale scendendo per
Monza
, di qui non lungi, si scarica nel
Po
.»
(Francesco Petrarca, Lettera a Guido, Arcivescovo di Genova, del 21 ottobre 1353)
Lo sbocco dalla Valassina
Fu mwazeCarlo Amoretti a descrivere per primo il curioso comportamento intercalante della sorgente del Lambro nel suo mwaziViaggio da Milano ai Tre Laghi del mwazm1791, descrivendo il fenomeno e la zona carsica circostantecite-ref-25[25]. Alcune incisioni rupestri non figurative, scoperte il secolo scorso, fanno risalire i primi insediamenti umani, che praticavano probabilmente il culto delle pietre, nell'area della sorgente al III-I millennio prima di Cristo. Il fiume discende rapido fino ai 320 metri del mwazgPiano d'Erba e qui, il brusco cambio di pendenza e il rallentamento della velocità dell'acqua hanno provocato danni e alluvioni fino dall'antichità per il frequente accumulo di detriticite-ref-26[26].
Le acque ostacolate nel loro naturale deflusso raggiungevano il mwaz4lago di Pusiano in mille rivoli, spesso impaludandosi, e nel mwaz81799 il fiume perse definitivamente l'alveo originario. Fu soltanto nel mwaaa1817, durante il dominio austriaco, che ne venne scavato uno artificiale, il Lambrone, sufficientemente largo e rettilineo per recapitare il fiume sino alla sua nuova foce nel lago nei pressi di mwaaePusiano. Col suo apporto, il Lambro avrebbe tra l'altro dovuto innescarne il deflusso mantenendone il livello più alto. Nel corso naturale, il fiume passava tra questo lago a est e mwaaiquello di Alserio a ovest, ricevendone entrambi gli emissari dove oggi è situato mwaamPontenuovo di Merone: in periodi di secca le acque rigurgitavano nel primo senza defluire a valle e con le piene spesso i due laghi si congiungevano ridando vita al lago Eupilio descritto da mwaaqPlinio il Vecchio.
Prima che la forza motrice delle acque del Lambro diventasse l'asse principale della protoindustrializzazione mwaaybriantea, il lago di Pusiano fu già destinato a regolarne il flusso. A beneficiare dell'irrigazione erano soprattutto i fondi della mwaacbasilica di San Giovanni Battista a Monzacite-ref-27[27]: i canonici imposero la costruzione della marmorea "soglia di San Giovanni", uno sfioratore mobile che controllava con precisione la quantità d'acqua rilasciate dal lagocite-ref-28[28].
Pur di modesta profondità, il lago di Pusiano, anche nei periodi di secca, era comunque un serbatoio d'acqua dalle considerevoli potenzialità e fu così che un possidente e uomo d'affari milanese, l'avvocato Luigi Diotti, pensò di sfruttare la risorsa. Un affare molto simile gli era riuscito qualche anno prima per il mwabyCavo Diotti (omonimo con la sopracitata diga sul lago di Pusiano), che interessava invece il fiume mwabcOlona. Si trattava di dare al lago un emissario a livello inferiore, scavandone uno artificiale con un breve tratto sotterraneo che sfociasse a una quota più bassa. Si accordò nel mwabg1793 con il proprietario del lago, il marchese Antonio Mollo, con l'intesa sul carico delle spese e su una spartizione alla pari degli utilicite-ref-29[29].
I cambi di sovranità
In quel periodo, ai numerosi mulini, lungo la valle, da mwab8Merone fino a mwacaMonza, si erano aggiunti vari nuovi opifici e un flusso regolare del fiume era ancora più necessario, così vennero avanzate le richieste per l'autorizzazione dei lavori, ma non erano tempi politicamente facili: la sovranità sulla mwaceLombardia passò dall'mwaciAustria alla mwacmFrancia nel maggio mwacq1796, tornò brevemente agli Austriaci il 28 aprile mwacu1799, ma il 2 giugno mwacy1800 fu di nuovo francese: ogni volta che le pratiche autorizzative dell'opera sembravano compiute, si dovevano ricominciare presso una nuova autorità.
A complicare le cose, nel mwacw1805 il marchese Mollo vendette il lago al marchese Gerolamo D'Adda, seppure con l'obbligo del rispetto dei patti a suo tempo sottoscritti col Diotti. Milano era diventata la capitale del mwac0Regno d'Italia ed mwac4Eugenio di Beauharnais era il Viceré e nel mwac81809 approvò il progetto; risiedeva spesso nella mwadaVilla Reale di Monza e ne voleva abbellire il parco e i diritti d'acqua del fiume non erano secondari. Nel mwade1811 il lago viene acquistato dal mwadiMonte Napoleone (la banca che gestiva il debito pubblico del regno) e dato in appannaggio al principe, mentre i non complicati lavori venivano compiuti, per un costo complessivo di 100.000 lire. Il 26 aprile mwadm1814 il principe abdica e abbandona l'Italia e il nuovo governo del mwadqlombardo-veneto sceglierà per il Lambro la costruzione del Lambrone, che diventa operativo nel mwadu1817.
Nel mwadc1831 il governo decide la vendita del mwadglago di Pusiano che viene acquistato da due ricchi banchieri, i fratelli Marietti. Questi nel mwadk1834 decidono autonomamente, avendo la piena disponibilità dell'acqua, di aprire la chiusa e convogliarla a valle, provocando un'alluvione; così le prese sono murate d'autorità e l'acqua che sarebbe così utile resta nel bacino. Alla metà del secolo, dal Pontenuovo al mwadoNaviglio della Martesana si contano 57 opifici industriali, tra i quali sei setifici, cinque filature di cotone, due manifatture di cappelli e due cartiere, ma l'acqua, nei periodi estivi in particolare, continua a scarseggiare.
A mwaeeVedano, è titolare di uno dei cotonifici Giulio Fumagalli: è convinto che al lago di Pusiano si potrà attingere solo una volta diventatine i proprietari e si fa promotore di un consorzio tra gli utenti (mwaei1876) che raggiungerà lo scopo l'anno successivo acquistandolo dal comune di Pusiano per 224.000 lire. Il consorzio, diventato societàcite-ref-30[30], gestirà, con grandi vantaggi dei soci e del Lambro finalmente regolarizzato, il lago e il Cavo Diotti fino al 1922, anno in cui le relative acque diventano pubbliche. All'epoca, la forza motrice dell'acqua viene sostituita dall'energia elettrica, ma il cavo ha continuato a funzionare da regolatore del fiume sino ai giorni nostri.
Nello scorcio del secolo scorso, per l'alta urbanizzazione della vallecite-ref-31[31] e la conseguente impermeabilizzazione dei suoli, la natura del rischio è mutata e ora è forte quello da inondazione. Dopo quella disastrosa del mwaew2002cite-ref-32[32] fu deciso che lago di Pusiano e Cavo Diotti dovessero rafforzare il loro ruolo di regolatori delle acque.
La proprietà è ora del demanio regionale e la gestione è affidata al mwafiparco regionale della Valle del Lambro e i lavori di ammodernamento si sono completati nell'ottobre del 2012. La storia del fiume si è intanto arricchita di un nuovo e per alcuni aspetti curioso capitolo: l'impianto il cui invaso (il lago stesso) supera il milione di metri cubi ha dovuto essere iscritto nel RID, il Registro Italiano Dighecite-ref-33[33] e questo malgrado le paratoie che regolano lo scorrere dell'acqua siano soltanto due robuste tavole di rovere che non raggiungono, assieme, i quattro metri quadrati. Così il complesso sarà dotato dei più moderni strumenti di monitoraggio e sorveglianza e di personale altamente qualificato a tutto vantaggio dei cittadini rivieraschi.
La qualità delle acque
Prima del 2005
Il Lambro è stato uno dei fiumi italiani che ha più risentito dell'mwaf4inquinamento e dell'mwaf8industrializzazione avvenuta sulle sue rive, in particolare nel medio corso, tra Merone e Monza. Oltre all'utilizzo dell'acqua come forza motrice, dal XIX secolo essa venne impiegata in diverse lavorazioni, in particolare dalle tintorie, e il Lambro divenne un comodo sfogo per reflui industriali della più svariata natura, finendo per diventare tristemente famoso come uno dei corsi d'acqua più inquinati d'Italia e d'Europa.
Il fenomeno dell'inquinamento si accentuò soprattutto nella seconda metà del secolo scorso con la costruzione diffusa delle reti fognarie nei paesi rivieraschi dell'alto e medio corso, le cui acque erano convogliate nel fiume, così che a Monza e a Milano giungevano oramai solo acque biologicamente morte. Il capoluogo, scaricandovi gli esiti fognari dei suoi quartieri orientali, aggiungeva inquinamento ad inquinamento.
Nel 1987, la mwagiprovincia di Milano avviò un programma di accertamenti chimico-fisico-biologici per il controllo della qualità dei corpi idrici della provincia da cui risultavano notevoli compromissionicite-ref-34[34] e il Lambro veniva ritenuto il maggiore responsabile dell'inquinamento del Po (un quinto del totale) e dell'mwagceutrofizzazione dell'mwaggAdriaticocite-ref-35[35].
La legge Merli, la n°319 del 1976, aveva fatto obbligo a tutte le grandi città di dotarsi di sistemi per la depurazione delle acque, ma Milano non aveva ottemperato con svariate motivazionicite-ref-36[36].Fu la decisa azione della mwahiComunità europea a far avviare, negli ultimi anni novanta, i programmi operativi.
Dopo il 2005
Grazie agli interventi intercorsi, con l'apertura delle prime sezioni dei depuratori di Merone e di Monza san Rocco, i dati relativi al Lambro sono progressivamente migliorati nel tratto fino a Monza. Più a valle, un deciso cambiamento si ebbe a partire dal mwaho2005, con l'entrata in esercizio del sistema integrato di Milano. Il solo depuratore di Peschiera Borromeo consentì di abbattere l'inquinamento da azoto ammoniacale del 78% e della metà il carico organico; con l'entrata in funzione di quelli di Nosedo e di San Roccocite-ref-37[37], la situazione si è stabilizzata e le acque del Lambro, in ogni stazione di monitoraggi rientrano oggi nei parametri "scarse" o "sufficienti" invece di quelli precedenti che le classificavano "pessime"cite-ref-38[38].
Il Lambro, complessivamente, ha reagito meglio del Seveso e dell'Olona ai massicci interventi di recupero cui è stato sottoposto, ma non nel modo auspicato, che avrebbe dovuto portare la soglia delle acque a "buone". Da una parte ha giocato a suo favore la naturalità delle sue sponde, che scorrono ancora libere per lunghi tratti, al contrario di quelle degli altri due fiumi praticamente inalveati tra barriere di cemento. Dall'altro ha pesato l'impermeabilizzazione dei fondali sui quali per molti anni si sono depositati inquinanti chimici pesanti che impediscono il naturale scambio biologico con l'acqua. La corrente non è sufficiente a rimuovere i residui e la situazione, se non interviene un'azione diretta di bonifica, è destinata a durare per anni.
Vi è poi il fenomeno degli scarichi abusivi: malgrado l'intensificarsi dei controlli, la rete fognaria preesistente è così complessa da consentire scarichi incontrollabili e gli accorgimenti messi in atto da chi sversa inquinanti sono spesso così macchinosi da eludere ogni sorveglianza. Per questo, nell'ambito del "contratto di fiume"cite-ref-39[39] è previsto, tra l'altro, un completo censimento degli scarichi.
Il disastro ambientale del 2010
Il fenomeno degli scarichi abusivi ha trovato il suo culmine il 23 febbraio mwaja2010, quando si è verificato mwajeil peggior disastro ambientale della storia del fiume: per colpa di ignoti sabotatori, nelle acque del Lambro sono stati riversati seicento metri cubi di mwajiidrocarburi provenienti dalle cisterne della Lombarda Petroli, una raffineria in disuso di mwajmVillasantacite-ref-40[40]. I primi interventi della Protezione Civile non hanno potuto impedire che l'onda nera raggiungesse il mwajgPo; in seguito nuovi interventi sono riusciti a portare a livelli tali da non suscitare pericolo la quantità di inquinanti che ha raggiunto il delta del fiume e quindi il mare Adriatico. In ogni caso interventi con programmi e punti di monitoraggio con campionamento delle acqua sono effettuati dall'ARPA (agenzia regionale per l'ambiente)cite-ref-41[41]cite-ref-42[42].
Tra il 7 e l'8 luglio 2010 una moria di pesci nel luogo del disastro ha messo in allarme i cittadini, le autorità competenti e le associazioni ambientaliste, con cause tutte da chiarirecite-ref-43[43]. Le indagini dell'ARPA Lombardia, l'Agenzia regionale per l'ambiente, hanno poi svelato che il motivo non era l'inquinamento bensì la scarsità d'ossigeno unita alla poca acqua e che si riteneva che non ci fosse alcun legame con il disastro ambientale doloso di cinque mesi primacite-ref-44[44]. Dall'aprile mwako2011 nel tratto brianzolo del fiume, compreso nel territorio del Parco Regionale della Valle del Lambro, corrono chiazze di schiuma più o meno compatta di ignota provenienza, segno di un inquinamento dell'acqua continuamente presentecite-ref-45[45].
Geografia antropica
Comuni attraversati dal Lambro
Lungo il suo corso, il Lambro attraversa 52 comuni, toccando sei province, tutte in Lombardia.
• Barni
• Lasnigo
• Asso
• Canzo
• Erba
• Merone
• Lambrugo
• Inverigo
• Nibionno
• Briosco
• Giussano
• Triuggio
• Albiate
• Sovico
• Lesmo
• Macherio
• Biassono
• Arcore
• Monza
• Milano
• Mediglia
• Livraga
Parchi
Da Pusiano a Cerro al Lambro, il corso del fiume è ricompreso in aree protette a parco, talvolta con vincoli che si sovrappongono sulla stessa porzione del territorio; da nord a sud troviamo il mwam0Parco regionale della Valle del Lambro, che nella parte meridionale si sovrappone al mwam4parco di Monza, il mwam8parco Media Valle del Lambro, i tre estesi parchi cittadini milanesi, rientranti nel mwanaparco Agricolo Sud Milano, che si estende fino a Cerro al Lambro.
Il parco regionale della Valle del Lambro e i percorsi naturalistici
Il Parco della Valle del Lambro è stato istituito con Legge Regionale numero 82 del 16 settembre 1983cite-ref-46[46]. I principali itinerari naturalistici "secondari" del parco della valle del Lambro sono quelli del rio Pegorino e del rio Cantalupo e quello da Canonica Lambro ad Agliatecite-ref-47[47]. Da segnalare le tre Bevere, torrenti che, da Merone a Briosco, confluiscono nel Lambro in sponda sinistracite-ref-48[48] ed il rio Pegorino anch'esso confluente nel fiume nei pressi di Canonica Lambro.cite-ref-49[49]
La fascia protetta, che si allarga ad oriente sino a ricomprendere i bacini affluenti, è lunga 25 chilometri. I comuni ricompresi sono 35 e la superficie misura 8.107 ettari di cui la metà a parco naturale. Da visitare, a mwaoqInverigo l'mwaouorrido all'interno di una fitta area boscata e il complesso architettonico della mwaoyRotonda, Villa Crivelli e santa Maria della Noce. Diverse le piste ciclabili, sia lungo le sponde del fiume, sia all'interno.cite-ref-50[50]
Il parco di Monza e i mulini
Il mwao0parco di Monza, in cui passa il Lambro, fu voluto da mwao4Eugenio di Beauharnais, figliastro di mwao8Napoleone e viceré del Regno d'Italia, come complemento alla mwapaVilla Reale costruita alcuni decenni prima per volontà del governo austriaco. Il progetto del parco fu affidato all'architetto mwapeLuigi Canonica; i lavori iniziarono nel mwapi1806 e terminarono nel mwapm1808.
Con i suoi 685 ettari di superficie e i quattordici chilometri di muro perimetrale è il maggiore parco cintato d'Europa, ma la sua caratteristica principale è quella di ospitare, con grande equilibrio, aspetti e attività molto diverse, talvolta antitetiche e apparentemente inconciliabili. Oltre alla mwapuVilla Reale di Monza, costruita da mwapyGiuseppe Piermarini tra il mwapc1777 e il mwapg1780, con il Serrone (mwapkorangerie), la cappella, la Rotonda, ricordiamo mwapovilla Mirabello e mwapsvilla Mirabellino, l'mwapwautodromo, un campo di golf a 18 buche, un campo per la pratica del mwap0polo, una scuola di agraria, la sede dei carabinieri a cavallo, numerose cascine e aree naturali.
Tra i percorsi, perché più strettamente collegato al Lambro, ricordiamo quello dei mwaqcmulini interamente restaurati. Sempre tra i mulini, degno di nota è il mwaqgmulino Colombo, costruito nel mwaqk1871, che restò in esercizio sino dopo il secondo dopoguerracite-ref-51[51].
Il parco Media Valle del Lambro
Nel mwara1992 i comuni di mwareSesto San Giovanni, mwariBrugherio e mwarmCologno Monzese, territori dell'antica Corte di Monza, hanno individuato nella breve porzione del percorso del Lambro che li accomuna, un'area per la realizzazione di un parco sovraccomunale: è una porzione di territorio fortemente compromessa dal punto di vista ambientalecite-ref-52[52] e marginale rispetto alle planimetrie comunali; a Sesto, in particolare, ricomprende parte della dismessa area delle mwargacciaierie Falck, quella delle "collinette"cite-ref-53[53], i mucchi dei depositi delle scorie d'alto forno. Il parco sarà formalmente istituito nel mwar02002.cite-ref-54[54]
Il comune di Sesto San Giovanni, nel mwas42006 ha avanzato all'mwas8UNESCO la candidatura della città quale mwatapatrimonio dell'umanità per la ricchezza del suo patrimonio mwatearcheologico industrialecite-ref-57[57] individuando 37 siti a sostegno della richiesta, partendo proprio dall'area delle "collinette". Quello che doveva essere il più piccolo dei parchi del Lambro, con una superficie di 300 ettari, assume una dimensione e un ruolo nuovi, arricchendosi di uno dei più vasti giacimenti esistenti di archeologia industriale.
A San Colombano, con una particolare attenzione ai percorsi cicloturistici, è stato istituito il Parco della Collina di San Colombano, nella fascia di territorio tra il rilievo e il Pocite-ref-58[58].
Oasi del Bosco di Montorfano
L'Oasi del Bosco di Montorfano è un'mwat0oasi WWF di 4 ettari che si sviluppa lungo l'alveo del fiume nel territorio del comune di Melegnano nel quartiere mwat4Montorfanocite-ref-59[59]. L'oasi è composta di alberi scelti tra le specie autoctone e messi a dimora in un'area prima degradata.
Note
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Voci correlate
• mwbouVettabbia
• mwbocComuni aggregati a Milano
• mwbokLambro Meridionale
• mwbosParco Lambro
• mwbo0Idrografia di Milano
• mwbpeParco Media Valle del Lambro
• mwbpmLambrate
• mwbpuInnocenti Lambretta
Altri progetti
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• Wikizionario
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Lambro
Collegamenti esterni
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• mwbpwIl Lambro dal Pian d'Erba a Monza, su utenti.multimania.it. URL consultato il 27 gennaio 2022 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
• mwbp4Idrografia del Lambro (PDF), su pmvl.it.
• mwbqaIl Lambro nel territorio di Asso, su cima-asso.it.
• mwbqimwbqmPetrolio sversato nel Lambro 23 febbraio 2010 Corriere TV Video Corriere della Sera - Dal sito mwbqqYouTube
• mwbqyLambro e Brianza, su circolosardegna.brianzaest.it.
• mwbqgLa confluenza del Lambrone nel lago di Pusiano a Erba, su altabrianza.org.
• mwbqoDiario di un fiume, su ariversjournal.wordpress.com.